Aprirà i lavori Andrea Baravelli (Università di Ferrara) per descrivere il contesto ambientale della provincia ravennate in quel triennio che vide il passaggio di un movimento politico armato, come lo squadrismo, a partito fondativo del nuovo regime nazionale. Le tensioni fra ras locali e necessità di normalizzazione nel Paese vedono il Ravennate come un particolare caso di studio, anche rispetto ai territori limitrofi.
Giovanni Focardi e Lidia Celli (Università di Padova) in un contributo a quattro mani esporranno l’analisi delle posizioni assunte dalla magistratura in servizio a Ravenna nell’ordinaria attività e nei procedimenti giudiziari adottati nei confronti delle figure più in vista del fascismo locale.
Matteo Millan (Università di Padova) parlerà della difficile riconversione dello squadrismo più violento in Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un nuovo corpo armato di polizia alle dirette dipendenze di Mussolini; che rispondeva solamente al Capo del fascismo e non al Sovrano.
Francesco Sanna (Università di Macerata) ha studiato e relazionerà sugli orientamenti di politica economica che tradizionali istituti di credito, come la Cassa di Risparmio di Ravenna, assunsero sotto la guida di un futuro dominus della finanza nazionale, di nome Giovanni Frignani, destinato a diventare “il banchiere di Mussolini”
Infine il dott. Dario Taraborelli, curatore del riordino e dell’inventariazione dei fondi giudiziari dell’Archivio di Stato ravennate, darà conto delle nuove fonti emerse da tale operazione ed ora a disposizione degli studiosi, come pure delle lacune prodotte dai danni bellici su carte importanti dell’Archivio. Parlando di amnistie e di rimozioni egli guiderà il pubblico alla lettura documentaria dello squadrismo ravennate, esaltato durante il Ventennio, poi oggetto di indagini e procedimenti giudiziari alla fine delle Seconda guerra mondiale.
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